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filippo giuseppe di bennardo

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Pubblicazione dell’incipit: “UN UNIVERSO DI LUCE” in Sergio Omassi, Milonga maldestra - pensieri incerti a Nord di Babilonia, ed. Edibom, Lonato del Garda, 2010
pp. 5-10.
ISBN 978-88-6472-000-5

copertina-WWW-ISBN-ITUN UNIVERSO DI LUCE

Fin da una prima lettura è sorprendente notare la freschezza che comunicano le liriche del poeta Omassi, la sua capacità e dimestichezza nel trasformare la vita (con i suoi episodi, momenti, incontri) in versi, o più esattamente in bellezza e ci aiuta così ad intendere ancora più profondamente l’affermazione di Carlo Bo quando fa prevalere la nozione di letteratura com’estremo tentativo della difesa di valori imprescindibili, una nozione di ‘letteratura come vita’[1]. E la vita (esattamente quasi un’anno di vita quella raccolta nella poesie di questa prima pubblicazione poetica di Omassi) la vita che in questo anno si è cristallizzata in lirica, in poesia, si apre da sola il cammino, proprio come una goccia d’acqua pura, e si fa parametro, dichiarazione d’intenti, codice di vita, universo, luce: un universo di luce.

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Pubblicazione della prefazione “DONNA DI LEGNO: LA POESIA DELL’UMANITÀ INDIATA”, in Valeria Zannerio, Donna di legno
Ed. Edibom, Collana Poesia in lingua italiana, Brescia 2009
ISBN: 978-88-6472-001-2

copertina-zannerio-WWW-ISBN-ITDONNA DI LEGNO: LA POESIA DELL’UMANITÀ INDIATA

Il titolo di questa prima pubblicazione della poetessa Zannerio, “Donna di Legno”, e la trascendenza presente in molte liriche, ci porta subito, da una parte, in un contesto fragile delicato, risvegliato in noi da ciò che genera nella nostra memoria collettiva il termine ‘donna’. Se, da una parte, il titolo esprime maggiormente quella realtà che gli occhi non vedono, la trascendenza più che l’immanenza, d’altra parte con il termine ‘legno’ ci riporta ad una visione del mondo concreta, la visione però che solo un vate sa offrire di un mondo poetico ben definito e armonico, attraverso un lirismo personale e compiuto.
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Pubblicazione della prefazione “IL PICCOLO RISVEGLIO DI SERGIO OMASSI: FUNAMBOLI A NORD”, in Sergio Omassi, Funamboli a Nord, Ed. Coppola, Trapani, 2009
ISBN: 978-88-87432-92-3.

COPERTINA-funamboliIl piccolo risveglio di Sergio Omassi:
Funamboli a Nord


Pur essendo Funamboli a Nord la prima opera che Sergio Omassi pubblica, basta dare una veloce letta e fin dalle prime pagine di questo racconto capire che la scrittura è di casa tra le dita dell’autore. Ed è per me un vero onore aprire ad Omassi il mondo della pubblicazione attraverso questa prefazione.
Ci si trova davanti ad una opera che ci porta chiaramente nel cuore della nostra cultura mitteleuropea contemporanea, dove da alcuni decenni si è constatata e concettualizzata la fine della ‘metanarrazione’: della narrazione che si auto-giustifica. Il racconto di Omassi presenta difatti una frammentazione della realtà sociale dove ogni fenomeno, raccontato o colto attraverso il detto, può essere interpretato in maniera opposta, a causa dell’assenza di parametri sicuri e monolitici e che manifesta l’incredulità popolare e culturale verso la metanarrazione che si supponeva fosse verità universale e che godeva di oggettiva legittimazione fino agli anni ‘60.

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Pubblicazione dell’incipit: “DALL’ESILIO ALLA LIBERTÀ” a Maria Zambrano, L’innata speranza. Scritti dall’esilio, ed. Palomar, Bari, 2006
pp. 9-17.
ISBN 88-7600-174-3

l'innata-speranzaPREFAZIONE

A cent’anni dalla nascita di Maria Zambrano arriva in Italia una nuova pubblicazione e traduzione della filosofa Maria Zambrano. Senz’altro Maurits Cornelis Escher ci aiuta ad avvicinarci e ad entrare nella scrittura dell’autrice quando ci confida:

“Se sapeste ciò che ho visto nell’oscurità della notte… A volte sono quasi impazzito a causa del dolore provocato dal non poter riprodurre quanto visto. Comparato ad esso, ogni disegno è un fallimento che non fa permeare nemmeno una frazione di ciò che sarebbe dovuto essere stato scritto”.

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Pubblicazione dell’incipit: “IL FIORE DELL’ASSENZA E PRESENZA ETERNA” a  Rosano Maggioni, La Bottega dell’angelo, Il Girasole, Milano, 2004, pp. 1-17

la-bottega-dell'angeloIL FIORE DELL’ “ASSENZA E PRESENZA ETERNA”

Se Antonio Fogazzaro ci disse che “… Appunto perché godo inesprimibilmente le armonie della gioia con l’Arte, mi riesce più mirabile che l’Arte renda dilettoso al cuore umano ciò ch’egli per natura più aborre”(1), Rosano Maggioni con questo ‘trittico’ ci riporta ad una delle realtà più profonde della situazione umana: non solo di rendere “più dilettoso al cuore umano ciò ch’egli per natura aborre”, ma ancor più, la capacità che l’essere umano ha di trasformare l’umano dolore in spinta propulsiva verso la libertà; la profonda accettazione della vita (e non fuga da essa), e la possibilità di non sopperire all’inevitabile avvicendarsi delle realtà di cui la condizione umana è obbligatoriamente generatrice:

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